FONTANA DEL NETTUNO A BOLOGNA

Roberta/ Ottobre 20, 2019/ LE FOTO PIÙ BELLE DI GETCOO Travel/ 1 comments

La foto della settimana di GETCOO Travel è stata scattata da Angelica alla FONTANA DEL NETTUNO a BOLOGNA!
Si trova nel cuore del capoluogo emiliano nell’omonima Piazza del Nettuno, di fronte al Palazzo di Re Enzo. Per la sua mole (3,20 metri e 22 quintali), è chiamata in maniera affettuosa dai bolognesi al Żigànt.

Fontana del Nettuno a Bologna

Fu voluta dal Pier Donato Cesi (vicelegato pontificio) per rendere omaggio al governo di papa Pio IV.
Nel 1563 una commissione affidò allo scultore fiammingo manierista Jean de Boulogne, detto GIAMBOLOGNA, l’incarico di realizzare la statua in bronzo con una retribuzione di 1000 scudi d’oro. Zanobio Portigiani fu scelto come fonditore, mentre Tommaso Laureti si occupò della struttura architettonica della fontana.
Fu scelto come soggetto Nettuno, dio delle acque, la cui figura muscolosa e vigorosa si erge in tutta la sua bellezza al centro di un piedistallo. Quattro putti ai piedi della divinità reggono dei delfini e sono la rappresentazione dei fiumi Gange, Nilo, Rio delle Amazzoni e Danubio, i corsi d’acqua più lunghi dei continenti allora conosciuti. Alla base della vasca quattro nereidi si sorreggono i seni da cui fuoriesce dell’acqua.
La Fontana del Nettuno fu terminata nel 1566.

La Fontana del Nettuno fu immediatamente amata dai bolognesi che, tuttavia, iniziarono ad utilizzarla impropriamente nonostante la sua natura ornamentale e simbolica. I venditori ambulanti di Piazza Maggiore usavano l’acqua per pulire le loro verdure, le lavandaie per fare il bucato. La situazione non migliorò quando la monumentale fontana fu a lungo scambiata per orinatoio.
Nel 1604 fu così deciso di proteggerla con un’inferriata, che fu rimossa solamente nel 1888.

# CURIOSITÁ SULLA FONTANA

A distanza di oltre 450 anni, la FONTANA DEL NETTUNO a Bologna non smette di affascinare migliaia di persone ogni anno e tanti sono gli aneddoti e le leggende che ruotano intorno alla monumentale statua manierista di Giambologna.

Si dice che un tempo le donne erano turbate dal corpo mascolino e sensuale di Nettuno.
Lo scultore avrebbe voluto realizzare la sua divinità con genitali più grandi, ma la chiesa glielo proibì. Decise allora di adottare uno stratagemma: guardando infatti la statua da una precisa angolazione, il pollice sinistro spunta direttamente dal basso ventre, così da sembrare un pene eretto. Nella pavimentazione della piazza una pietra nera, detta PIETRA DELLA VERGOGNA, indica il punto preciso da cui vedere “correttamente” la visione suggerita dallo scultore.

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About Roberta

Co-founder di GETCOO, ama l'arte, la storia dell'arte e viaggiare tra i borghi e le città d'arte. In GetCOO Travel è Cultural Heritage Expert.

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